Non ce la faccio più.
Vedo gli altri arrivare, raggiungere degli scopi, che spesso neanche desiderano, mentre io mi arrampico su di una montagna irta senza vedere mai la cima.
Sono stanca e demoralizzata.
Sono stufa di vedere gli altri raggiungere quelli che sono i miei obiettivi senza fare alcuno sforzo. Magari raggiungere cose che nemmeno gli servono, mentre a me farebbero comodo.
Riuscire sempre e comunque.
Per una serie di fortunate coincidenze
Ed io non arrivarci mai......
Sono stanca, stanca, stanca.
Vorrei chiudere gli occhi, fermarmi, smetter di lottare, di cercare.
Tanto non serve a nulla.
Lasciarmi andarenell'accidia di giornate sempre uguali.
Non sforzarmi più.
Tanto è inutile.
Se qualcuno legge queste parole, una parola di conforto.
Ne ho tanto bisogno
mercoledì 16 giugno 2010
martedì 15 giugno 2010
CARO DIARIO 15 GIUGNO 2010 ORE 17.00
Mi rendo conto di star diventando sempre più acida.
Intollerante.
Verso i la gente, i suoi tic, i suoi difetti.
Li noto sempre di più, osservo quei piccoli gesti continui, ripetitivi e li gigantisco fino a diventare la parte più rappresentativa della persona.
Anzi, la persona stessa.
Vedo il modo di fare civettuolo della ragazza seduta allao sgabello che ocntinua a tirarsi in giù la minigonna, il guidare spavaldo del "boss" del quartiere con il braccio in fuori, la tipa che scrolla venti volte la sigaretta e sembra non finrla mai......
Sono scemenza, lo so, e potrei sorvolarci come ho sempre fatto.
Potrei vedere i pregi della mia amica e non le labbra arricciate quando mi parla.
Potrei farlo, certo, e tutto sarebbe più facile.
Riuscirei di nuovo a stare asieme agli altri, passare un po' di tempo con gli amici, invece di un letto e un libro.
Potrei farlo, ma non ci riesco.
Sono diventata intollerante alla gente.
Ai suoi difetti.
Ai miei difetti, rispecchiati in loro.
Riportatemi sulla giusta via, se potete
Intollerante.
Verso i la gente, i suoi tic, i suoi difetti.
Li noto sempre di più, osservo quei piccoli gesti continui, ripetitivi e li gigantisco fino a diventare la parte più rappresentativa della persona.
Anzi, la persona stessa.
Vedo il modo di fare civettuolo della ragazza seduta allao sgabello che ocntinua a tirarsi in giù la minigonna, il guidare spavaldo del "boss" del quartiere con il braccio in fuori, la tipa che scrolla venti volte la sigaretta e sembra non finrla mai......
Sono scemenza, lo so, e potrei sorvolarci come ho sempre fatto.
Potrei vedere i pregi della mia amica e non le labbra arricciate quando mi parla.
Potrei farlo, certo, e tutto sarebbe più facile.
Riuscirei di nuovo a stare asieme agli altri, passare un po' di tempo con gli amici, invece di un letto e un libro.
Potrei farlo, ma non ci riesco.
Sono diventata intollerante alla gente.
Ai suoi difetti.
Ai miei difetti, rispecchiati in loro.
Riportatemi sulla giusta via, se potete
martedì 8 giugno 2010
MARTEDI 8 GIUGNO 2010
Sfiga o congura astrale?
La fortuna è bendata ma la sfortuna ci vede benissimo?
Può non arrivare a destinazione il lavoro per cui hai perso tanto tempo e poi quando scopri che dovresti rimandarlo è già troppo tardi.
Puoi ustionarti la mano alle 9 di mattina metre stai uscendo la colazione dal forno?
Puoi scordarti la fotocopia del documento d'identità e accorgertene dopo aver fatto ore di fila allo sportello?
Puoi avere una stampante che si "scorda" di stamparti le ultime righe?
La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo.
Mi becca anche da lontano.
martedì 1 giugno 2010
CARO DIARIO 01 GIUGNO 2010 ORE 10.00
In questi giorni la speranza, la sensazione di avercela fatta.
Il pensiero che no, non sarai più sola.
E poi ieri sera tutto è finito.
L'ho sentito morire, uscire fuori di me.
Ho visto il sangue e non potevo fermarlo.
Il dolore e le fitte allo stomaco.
Ero sola e non potevo parlarne con nessuno.
L'ho visto morire e non potevo farci niente.
Anche stavolta è andata così.
Il pensiero che no, non sarai più sola.
E poi ieri sera tutto è finito.
L'ho sentito morire, uscire fuori di me.
Ho visto il sangue e non potevo fermarlo.
Il dolore e le fitte allo stomaco.
Ero sola e non potevo parlarne con nessuno.
L'ho visto morire e non potevo farci niente.
Anche stavolta è andata così.
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