Chi ha paura delle bambole?
Mi hanno sempre fatto paura le bambole di porcellana.
Da piccola me ne avevano regalata una, non potevo rifiutarla era il regalo per un evento importante.
Mia madre l'aveva poggiata su una sedia, di fronte al mio letto, ed io, la notte, con la luce sul comodino accesa, la vedevo fissarmi intensamente. Era come se volesse rimproverarmi qualcosa, sempre, e non la smetteva di seguirmi con quello sguardo inquietante.
Giocavo con le mie amiche e lei era lì, mi muovevo per la stanza e i suoi occhi non mi perdevano di vista.
La cosa strana era che se ti avvicinavi, se la prendevi in braccio e gli accarezzavi le gote rosse o il bel abito di pizzo, il suo spirito maligno spariva e tornava ad essere una dolce e innocente bambina. La mostravo ai miei parenti ogni volta che mia madre me lo comandava e pensavo che non c'era niente da aver paura, ma come la portavo, nuovamente, al suo posto il suo sguardo si trasformava in qualcosa di malvagio e mi ricordava che lei era lì per farmela pagare. Cosa aveva dovuto rimproverarmi non lo sapevo con precisione, ma non avevo alcun dubbio che qualcosa doveva esserci. Forse questo è dovuto all'innato senso di colpa che ci portiamo dietro dalla nascita, ma di questo ne parleremo in un altro post.
Dicevo.... ad un certo punto non ce l'ho più fatta e ho chiesto, piangendo, a mia madre di togliermi quella tortura. Oggi non so che fine abbia fatto quella bambola, forse è ancora nascosta in qualche armadio o più probabilmente si è rotta, grazie a qualcuno che ha ascoltato le mie preghiere.
Ma ancora oggi, a volte, rivedo quelle bambole di porcellana. Cammino al mio fianco, prendono il treno con me, siedono vicino al mio banco, fanno la fila in mensa dopo di me. Le vedo nel loro sguardo severo, le guance tinte di rosa e il sorriso innocente. Le vedo osservarmi, seguirmi e rimproverarmi dei miei peccati. So che mi prenderanno, prima o poi, che mi faranno del male ed io, stavolta, non posso chiedere a nessuno di portarle via da me.

Nessun commento:
Posta un commento