mercoledì 14 luglio 2010
mercoledì 16 giugno 2010
CARO DIARIO 16 GIUGNO 2010 ORE 13.00
Non ce la faccio più.
Vedo gli altri arrivare, raggiungere degli scopi, che spesso neanche desiderano, mentre io mi arrampico su di una montagna irta senza vedere mai la cima.
Sono stanca e demoralizzata.
Sono stufa di vedere gli altri raggiungere quelli che sono i miei obiettivi senza fare alcuno sforzo. Magari raggiungere cose che nemmeno gli servono, mentre a me farebbero comodo.
Riuscire sempre e comunque.
Per una serie di fortunate coincidenze
Ed io non arrivarci mai......
Sono stanca, stanca, stanca.
Vorrei chiudere gli occhi, fermarmi, smetter di lottare, di cercare.
Tanto non serve a nulla.
Lasciarmi andarenell'accidia di giornate sempre uguali.
Non sforzarmi più.
Tanto è inutile.
Se qualcuno legge queste parole, una parola di conforto.
Ne ho tanto bisogno
Vedo gli altri arrivare, raggiungere degli scopi, che spesso neanche desiderano, mentre io mi arrampico su di una montagna irta senza vedere mai la cima.
Sono stanca e demoralizzata.
Sono stufa di vedere gli altri raggiungere quelli che sono i miei obiettivi senza fare alcuno sforzo. Magari raggiungere cose che nemmeno gli servono, mentre a me farebbero comodo.
Riuscire sempre e comunque.
Per una serie di fortunate coincidenze
Ed io non arrivarci mai......
Sono stanca, stanca, stanca.
Vorrei chiudere gli occhi, fermarmi, smetter di lottare, di cercare.
Tanto non serve a nulla.
Lasciarmi andarenell'accidia di giornate sempre uguali.
Non sforzarmi più.
Tanto è inutile.
Se qualcuno legge queste parole, una parola di conforto.
Ne ho tanto bisogno
martedì 15 giugno 2010
CARO DIARIO 15 GIUGNO 2010 ORE 17.00
Mi rendo conto di star diventando sempre più acida.
Intollerante.
Verso i la gente, i suoi tic, i suoi difetti.
Li noto sempre di più, osservo quei piccoli gesti continui, ripetitivi e li gigantisco fino a diventare la parte più rappresentativa della persona.
Anzi, la persona stessa.
Vedo il modo di fare civettuolo della ragazza seduta allao sgabello che ocntinua a tirarsi in giù la minigonna, il guidare spavaldo del "boss" del quartiere con il braccio in fuori, la tipa che scrolla venti volte la sigaretta e sembra non finrla mai......
Sono scemenza, lo so, e potrei sorvolarci come ho sempre fatto.
Potrei vedere i pregi della mia amica e non le labbra arricciate quando mi parla.
Potrei farlo, certo, e tutto sarebbe più facile.
Riuscirei di nuovo a stare asieme agli altri, passare un po' di tempo con gli amici, invece di un letto e un libro.
Potrei farlo, ma non ci riesco.
Sono diventata intollerante alla gente.
Ai suoi difetti.
Ai miei difetti, rispecchiati in loro.
Riportatemi sulla giusta via, se potete
Intollerante.
Verso i la gente, i suoi tic, i suoi difetti.
Li noto sempre di più, osservo quei piccoli gesti continui, ripetitivi e li gigantisco fino a diventare la parte più rappresentativa della persona.
Anzi, la persona stessa.
Vedo il modo di fare civettuolo della ragazza seduta allao sgabello che ocntinua a tirarsi in giù la minigonna, il guidare spavaldo del "boss" del quartiere con il braccio in fuori, la tipa che scrolla venti volte la sigaretta e sembra non finrla mai......
Sono scemenza, lo so, e potrei sorvolarci come ho sempre fatto.
Potrei vedere i pregi della mia amica e non le labbra arricciate quando mi parla.
Potrei farlo, certo, e tutto sarebbe più facile.
Riuscirei di nuovo a stare asieme agli altri, passare un po' di tempo con gli amici, invece di un letto e un libro.
Potrei farlo, ma non ci riesco.
Sono diventata intollerante alla gente.
Ai suoi difetti.
Ai miei difetti, rispecchiati in loro.
Riportatemi sulla giusta via, se potete
martedì 8 giugno 2010
MARTEDI 8 GIUGNO 2010
Sfiga o congura astrale?
La fortuna è bendata ma la sfortuna ci vede benissimo?
Può non arrivare a destinazione il lavoro per cui hai perso tanto tempo e poi quando scopri che dovresti rimandarlo è già troppo tardi.
Puoi ustionarti la mano alle 9 di mattina metre stai uscendo la colazione dal forno?
Puoi scordarti la fotocopia del documento d'identità e accorgertene dopo aver fatto ore di fila allo sportello?
Puoi avere una stampante che si "scorda" di stamparti le ultime righe?
La fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo.
Mi becca anche da lontano.
martedì 1 giugno 2010
CARO DIARIO 01 GIUGNO 2010 ORE 10.00
In questi giorni la speranza, la sensazione di avercela fatta.
Il pensiero che no, non sarai più sola.
E poi ieri sera tutto è finito.
L'ho sentito morire, uscire fuori di me.
Ho visto il sangue e non potevo fermarlo.
Il dolore e le fitte allo stomaco.
Ero sola e non potevo parlarne con nessuno.
L'ho visto morire e non potevo farci niente.
Anche stavolta è andata così.
Il pensiero che no, non sarai più sola.
E poi ieri sera tutto è finito.
L'ho sentito morire, uscire fuori di me.
Ho visto il sangue e non potevo fermarlo.
Il dolore e le fitte allo stomaco.
Ero sola e non potevo parlarne con nessuno.
L'ho visto morire e non potevo farci niente.
Anche stavolta è andata così.
lunedì 31 maggio 2010
CARO DIARIO 31 MAGGIO 2010 ORE 18.00
Un altro rifiuto.
Non scomodarti a mandarci altro.
Almeno stavolta è stato chiaro come il giorno. Almeno non ci sono stati silenzi.
E un bivio: continuare a sperare o rinunciare?
Crederci ancora? O magari aprire gli occhi e rendersi conto di non avere nessuna chance.
Nessun talento.
L'incontro con un vecchio amore.
Non ci si vede da tanto. Come va? Io bene e tu?
E quei sorrisi dietro cui si nascondono parole non dette.
Rimpianti, forse. Ma anche perchè.
Perchè non mi hai mai voluto?
Perchè hai rinunciato così facilmente a me?
E, soprattutto, perchè ti sei portato a letto la mia migliore amica?
Ma sono parole che non direi mai. Mi limito a sorridere e raccontare battute.
Farti ricordare la persona allegra che hai conosciuto, quella gioia di vivere che non potrai più avere.
Parlarti di come la mia vita va a gonfie vele.
Mentre, in realtà , vorrei dirti che sto morendo dentro.
Che non è tutto così bello come sembra e chiederti.........
..... perchè non mi hai voluto?
Pensi mai a come avrebbe potuto essere?
E mentre ci penso e sento di voler chiudere gli occhi.
Riposare.
Solo un po'.
Solo per sognare qualcosa di bello e non avere più brutti pensieri.
Ma la mia affittuaria ha deciso che oggi è giornata di sorveglianza
Finge di dover controllare qualcosa , di aver scordato di fare una cosa urgente ed, intanto, gira per casa.
Guarda me, i miei libri, le mie cose.
Entra nella mia vita.
Un'estranea di cui non avrei mai voluto fare la conoscenza.
Ed io, non posso far altro che sorriderle ed esserle gentile.
Gradisce qualcosa da bere?No, che peccato.
Mentre vorrei chiederle di andarsene , che vorrei un po' di privacy, di avere un po' di rispetto, che questa è una giornata no. E se non le importa di mandarla a quel paese.
Ma non posso farlo perchè non ho un altro posto cui andare.
Perchè se mi cacciasse non troverei nessun altro posto con un affitto così basso e , ora come ora, non posso permettermelo.
Così stringo i denti e sorrido.
Sorrido alla vita che mi riserva solo conti da pagare. Nessun buono sconto.
Niente di cui essere grata.
Nulla di cui godere.
Stringo i denti e sorrido e penso che posso ancora farcela, ancora per un po'.
Finchè non ce la farò più.
Oggi è stata una giornata nera.
sabato 29 maggio 2010
LORDY
Jump down turn around pick a ball of cotton
jump down turn around pick a ball a day
jump down turn around pick a ball of cotton
jump down turn around pick a ball a day.
O Lordy pick a ball of cotton
o Lordy pick a ball a day
o Lordy pick a ball of cotton
o Lordy pick a ball a day
e ... pick pick pick pick pick a ball of cotton
pick pick pick pick pick a ball a day
pick pick pick pick pick a ball of cotton
pick pick pick pick pick a day.
(Uno dei canti che gli schiavi neri d'America cantavano lavorando nei campi di cotone)
ACCIDIA
Come
una foglia mossa dal vento,
come
parole scritte e poi subito cancellate,
come
lacrime subito perse,
la
mia vita sta scorrendo.
Non
ho molto da desiderare,
né da
vivere.
Lascio
che il vento mi porti,
dove
vuole,
dove
le parole non possano più ferirmi,
né farmi
gioire.
In un
mondo in cui è l’oblio,
cerco
riparo.
Da
te.
Dalla
vita.
Dalla
mia innata fragilità.
venerdì 28 maggio 2010
LA CANZONE DI OGGI..........
Je n'ai pas peur de la route Non ho paura del cammino
Faudrait voir, faut qu'on y goûte Bisognerà vedere, bisogna assaporarlo
Des méandres au creux des reins La parte più profonda e oscura di noi stessi
Et tout ira bien là E tutto andrà bene là
Le vent nous portera Il vento ci porterà
Ton message à la Grande Ourse Il tuo messaggio all'orsa maggiore
Et la trajectoire de la course E la traiettoria del viaggio
Un instantané de velours Un istantanea di velluto
Même s'il ne sert à rien va Anche se non serve a niente va
Le vent l'emportera Il vento la porterà con sè
Tout disparaîtra mais Tutto sparirà ma
Le vent nous portera Il vento ci porterà
La caresse et la mitraille La carezza e la mitragliata
Et cette plaie qui nous tiraille E questa piaga che ci perseguita
Le palais des autres jours I palazzi di altri giorni
D'hier et demain Di ieri e di domani
Le vent les portera Il vento ci porterà
Génetique en bandouillère Genetica a bandoliera
Des chromosomes dans l'atmosphère Dei cromosomi nell'atmosfera
Des taxis pour les galaxies Dei taxi per le galassie
Et mon tapis volant dis ? E il mio tappeto volante, allora?
Le vent l'emportera Il vento lo porterà con sè
Tout disparaîtra mais Tutto sparirà ma
Le vent nous portera Il vento ci porterà
Ce parfum de nos années mortes Questo profumo dei nostri anni morti
Ce qui peut frapper à ta porte Ciò che può bussare alla tua porta
Infinité de destins Infinità di destini
On en pose un et qu'est-ce qu'on en retient? Se ne perde uno e poi cosa ne rimane?
Le vent l'emportera Il vento lo porterà con sè
Pendant que la marée monte Mentre la marea sale
Et que chacun refait ses comptes E ognuno rifà i suoi conti
J'emmène au creux de mon ombre Io mi sposto nel cuore della mia ombra
Des poussières de toi Polveri di te
Le vent les portera Il vento li porterà
Tout disparaîtra mais Tutto sparirà ma
Le vent nous portera Il vento ci porterà
giovedì 27 maggio 2010
IL MIO GREMBO VUOTO PIANGE
Il mio grembo vuoto piange.
Si dimena.
Cerca appiglio.
Si dimena.
Cerca appiglio.
Il mio grembo vuoto cerca amore.
Un pianto.
Le prime parole.
I passi incerti.
Il mio grembo vuoto è un terreno arido.
Senza frutti.
Senza acqua.
Il mio grembo è vuoto da tanto,
troppo tempo.
Un rimpianto.
Il dolore.
La delusione di non saperti mai mio.
mercoledì 26 maggio 2010
martedì 25 maggio 2010
Corpse Bride ovvero La sposa cadavere
Categoria: Film
Titolo originale: Corpse Bride
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia,animazione
Durata: 76'
Regia: Tim Burton, Mike Johnson

La sposa cadavere è assieme a Nightmare before Christmas uno dei più conosciuti film di animazione del regista Tim Burton. Certamente rispetto a quest'ultimo la sua fama è minore (non ho ancora visto borse o magliette con la faccia di Victor o della sua moglie defunta). Personalmente questo film mi è piaciuto molto. A partire dai volti dei protagonisti che riprendono le sembianze di Johnny Depp (ormai il suo legame con questo regista è indissolubile) e di Helena Bonham Carter (la compagna di vita di Burton).
Rispetto al suo predecessore più famoso in questo film abbondano i colori che rendono il tutto meno reale. Si pensi ad esempio alla rappresentazione del bar dell'aldilà. I suoi personaggi, l'ambientazione, i colori rendono il luogo ospitale e divertente, quando in realtà non dovrebbe esserlo. Così che il tanto temuto aldilà sembra non fare più nessuna paura. Allo spettatore potrebbe sembrare che la nuova residenza di Victor sia più ospitale di quella terrena.
Il tema è descritto con humor e leggerezza e gli sfondi sono accurati e fantasiosi.
La trama descrive la storia di Victor e dei preparativi per il suo matrimonio. Il suo matrimonio, però, sembra non potersi concludere a causa della goffagine del ragazzo. Questi scappa nel bosco e comincia a ripetere il giuramento nuziale che dovrebbe ripetere il grande giorno e che ancora non riesce a ricordare. Dopo aver ripetuto il giuramento infila l'anello nuziale nel ramo di un albero che si dimostra essere nientemeno che la sua nuova sposa. La defunta sposa esce da sottoterra pretendendo da Victor il rispetto del giuramento fattole e lo conduce nel mondo dei morti come suo nuovo marito. Questa nuova vita però a Victor non piace e farà di tutto per liberarsene.........
La storia trae le origini da racconti folcloristici. Una storia ebraica del XVI sec., il cui titolo originale è il "Dito" sostituisce la defunta con un demone. L'adattamento russo ebraico descrive la storia di una donna uccisa il giorno del suo matrimonio e sepolta con il suo abito da sposa. Un uomo per gioco mette l'anello all'anulare della defunta scambiandolo per un ramo secco e recitando i voti nuziali. In questa storia è la sposa viva dell'uomo a chiedere a quella morta di lasciare andare il suo sposo, promettendole di crescere i suoi figli anche da parte sua. Simile è la storia raccontata da Prosper Mérimée ''La Vénus d'Ille", con una statua di Venere al posto della sposa cadavere. Il tema delle due spose, inoltre, è spesso ricorrente negli scritti dei primi periodi del Cristianesimo.
Votazione: bello e divertente
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia,animazione
Durata: 76'
Regia: Tim Burton, Mike Johnson

La sposa cadavere è assieme a Nightmare before Christmas uno dei più conosciuti film di animazione del regista Tim Burton. Certamente rispetto a quest'ultimo la sua fama è minore (non ho ancora visto borse o magliette con la faccia di Victor o della sua moglie defunta). Personalmente questo film mi è piaciuto molto. A partire dai volti dei protagonisti che riprendono le sembianze di Johnny Depp (ormai il suo legame con questo regista è indissolubile) e di Helena Bonham Carter (la compagna di vita di Burton).
Rispetto al suo predecessore più famoso in questo film abbondano i colori che rendono il tutto meno reale. Si pensi ad esempio alla rappresentazione del bar dell'aldilà. I suoi personaggi, l'ambientazione, i colori rendono il luogo ospitale e divertente, quando in realtà non dovrebbe esserlo. Così che il tanto temuto aldilà sembra non fare più nessuna paura. Allo spettatore potrebbe sembrare che la nuova residenza di Victor sia più ospitale di quella terrena.
Il tema è descritto con humor e leggerezza e gli sfondi sono accurati e fantasiosi.
La trama descrive la storia di Victor e dei preparativi per il suo matrimonio. Il suo matrimonio, però, sembra non potersi concludere a causa della goffagine del ragazzo. Questi scappa nel bosco e comincia a ripetere il giuramento nuziale che dovrebbe ripetere il grande giorno e che ancora non riesce a ricordare. Dopo aver ripetuto il giuramento infila l'anello nuziale nel ramo di un albero che si dimostra essere nientemeno che la sua nuova sposa. La defunta sposa esce da sottoterra pretendendo da Victor il rispetto del giuramento fattole e lo conduce nel mondo dei morti come suo nuovo marito. Questa nuova vita però a Victor non piace e farà di tutto per liberarsene.........
La storia trae le origini da racconti folcloristici. Una storia ebraica del XVI sec., il cui titolo originale è il "Dito" sostituisce la defunta con un demone. L'adattamento russo ebraico descrive la storia di una donna uccisa il giorno del suo matrimonio e sepolta con il suo abito da sposa. Un uomo per gioco mette l'anello all'anulare della defunta scambiandolo per un ramo secco e recitando i voti nuziali. In questa storia è la sposa viva dell'uomo a chiedere a quella morta di lasciare andare il suo sposo, promettendole di crescere i suoi figli anche da parte sua. Simile è la storia raccontata da Prosper Mérimée ''La Vénus d'Ille", con una statua di Venere al posto della sposa cadavere. Il tema delle due spose, inoltre, è spesso ricorrente negli scritti dei primi periodi del Cristianesimo.
Votazione: bello e divertente
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venerdì 21 maggio 2010
PILLOLE DI PAZZIA E SAGGEZZA II
Alice: Ma lei è un Gatto?
Stregatto: Uno Stregatto Astratto.
Stregatto: Uno Stregatto Astratto.
Alice: Aspetti non se ne vada la prego
Stregatto: Eccoti servita.Terza strofa.
Alice: Oh no, no. Volevo soltanto chiederle che strada devo prendere!
Stregatto: Be', tutto dipende da dove vuoi andare!
Stregatto: Be', tutto dipende da dove vuoi andare!
Alice: Beh importa poco purchè io riesca.........
Stregatto: Allora importa poco che strada prendi
Stregatto: A proposito se proprio vuoi saperlo, è andato... da quella parte!
Alice: Chi?
Stregatto: Il Bianconiglio!
Alice: Davvero?
Stregatto: Davvero cosa?
Alice: E' andato di là!
Stregatto: MA chi?
Alice: Oh, il coniglio bianco!
Stregatto: Quale coniglio?
Alice: Ma non ha detto Lei poco fa...cioè. Oh cielo
Stregatto: Sai star dritta sulla testa, tu?
Alice: Chi?
Stregatto: Il Bianconiglio!
Alice: Davvero?
Stregatto: Davvero cosa?
Alice: E' andato di là!
Stregatto: MA chi?
Alice: Oh, il coniglio bianco!
Stregatto: Quale coniglio?
Alice: Ma non ha detto Lei poco fa...cioè. Oh cielo
Stregatto: Sai star dritta sulla testa, tu?
Stregatto: Se io cercassi un Bianconiglio lo chiederei al Cappellaio Matto!
Alice: Al Cappellaio Matto? Oh, no, no! Io no.
Stregatto: Oppure al Leprotto Bisestile, in quella direzione!
Alice: Oh, grazie! Credo che lo chiederò a lui!
Stregatto: Però guarda che gli mancan diversi venerdì!
Alice: Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!
Stregatto: Oh, non puoi farci niente! Sono quasi tutti matti, qui! ....... e ti sarai accorta che, in fondo, sono mezzo svanito anch'io
Alice: Al Cappellaio Matto? Oh, no, no! Io no.
Stregatto: Oppure al Leprotto Bisestile, in quella direzione!
Alice: Oh, grazie! Credo che lo chiederò a lui!
Stregatto: Però guarda che gli mancan diversi venerdì!
Alice: Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!
Stregatto: Oh, non puoi farci niente! Sono quasi tutti matti, qui! ....... e ti sarai accorta che, in fondo, sono mezzo svanito anch'io
mercoledì 19 maggio 2010
PILLOLE DI PAZZIA E SAGGEZZA
Benigni ne il Pap'occhio, un film di Renzo Arbore, che all'epoca subì varie censure.
Dio: Alla Z si finisce il Giudizio Universale, dove si regola il Bene e il Male e la voce se ne va.
Finito. Una giornataccia. E’ stata abbastanza dura, ho avuto da fare. Tutto è vuoto, e così i conti sono regolati e la valle è vuota nel silenzio.
[No, no. Nel silenzio generale si sente una voce: "EEEEEEEEEH", allora Lui si volta]
Dio: Chi è là?
- Sono io.
Dio: Io...io chi?
- Sono io, Marx.
Dio: Ah. Il ciclista?
Marx: Nooo. Quello è Merx(?). Io sono Marx.
Dio: Ah scusa. Marx, Marx...ah, il comico! Quale dei tre fratelli?
Marx: Nooo, io sono figlio unico, sono Marx.
Dio: Ahhh, Marx. Marx il politico. Quello 1800- 1900 che m'ha dato abbastanza da fare,accidenti, eh. Ho capito. Franco Marx...com'è?
Marx: No, Carlo.
Dio: Ah, Carlo, scusa è stata una giornataccia, ho avuto da fare e mi sbaglio coi nomi. Carlo Marx. Caro Carlo Marx, come mai sei rimasto lì, caro Carlo Marx?
Marx: Io protesto.
Dio: Protesti?
Marx: Sì, perché mi hai condannato.
Dio: Eh. E cosa protesteresti, caro Carlo Marx? Cosa...cosa hai fatto nella tua vita, caro Carlo Marx?
E Marx gli dice:
Vedi io nela mia vita ho detto che gli uomini sono tutti uguali
Dio: Eh, questo, caro Carlo Marx, l'ho detto prima io. Uguale. E poi?
Marx: E poi ho detto che i ricchi sono degli esseri non giusti e che dovevano dare soldi ai poveri per farli stare meglio.
Dio:E questo pure, caro Carlo Marx, l'avevo detto prima io. Bravo. E poi?
Marx: E poi, ho detto che gli operai e i proletari dovevano lavorare meno e mangiare di più, a scapito dei ricchi.
Dio: E questo pure, caro Carlo Marx, l'avevo detto prima io. Mi sembra che si copi un po' troppo, caro Carlo Marx.
E allora Marx gli dice:
E allora se condanni me condanni anche te, perché abbiamo detto le stesse cose.
Dio: E no, caro Carlo Marx, caro copione, perché anche tu hai commesso un errore.
E Marx gli fa:
E quale?
Dio: Hai detto che io non c'ero e invece eccomi qua. Eheh. Come la mettiamo? Ahahaha. Ci sei rimasto male, caro Carlo Marx? E così t'abbiamo condannato.
E allora Marx dice:
E quale è la condanna?
Dio: Siccome hai detto che non c'ero, caro Marx,tu farai...farai il portiere. E siccome io c'ho molto da fare e sono molto occupato e mi cercano sempre e non voglio essere disturbato, ogni volta che mi cercano tu gli risponderai: "mi dispiace dio non c'è".
ATMOSPHERE
Walk in silence, Cammina in silenzio,
Don't walk away, in silence. Non andartene, in silenzio.
See the danger, Guarda il pericolo
Always danger, Sempre il pericolo
Endless talking, Conversazioni infinite
Life rebuilding, Ricostruzione della vita
Don't walk away. Non andartene.
Walk in silence, Cammina in silenzio
Don't turn away, in silence.Non andartene, in silenzio.
Your confusion, La tua confusione,
My illusion, la mia illusione
Worn like a mask of self-hate, Indossata come una maschera di auto-odio,
Confronts and then dies. Si confronta e poi muore
Don't walk away. Non andartene
People like you find it easy,Per la gente come te è facile,
Naked to see, Nudo da vedere.
Walking on air. Camminando in aria
Hunting by the rivers, cacciando i fiumi,
Through the streets, attraverso le strade.
Every corner abandoned too soon,Ogni angolo abbandonato troppo presto
Set down with due care. Stabilite con la dovuta attenzione
Don't walk away, in silence,Non andartene in silenzio.
Don't walk away. Non andartene
Don't walk away, in silence. Non andartene, in silenzio.
See the danger, Guarda il pericolo
Always danger, Sempre il pericolo
Endless talking, Conversazioni infinite
Life rebuilding, Ricostruzione della vita
Don't walk away. Non andartene.
Walk in silence, Cammina in silenzio
Don't turn away, in silence.Non andartene, in silenzio.
Your confusion, La tua confusione,
My illusion, la mia illusione
Worn like a mask of self-hate, Indossata come una maschera di auto-odio,
Confronts and then dies. Si confronta e poi muore
Don't walk away. Non andartene
People like you find it easy,Per la gente come te è facile,
Naked to see, Nudo da vedere.
Walking on air. Camminando in aria
Hunting by the rivers, cacciando i fiumi,
Through the streets, attraverso le strade.
Every corner abandoned too soon,Ogni angolo abbandonato troppo presto
Set down with due care. Stabilite con la dovuta attenzione
Don't walk away, in silence,Non andartene in silenzio.
Don't walk away. Non andartene
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martedì 18 maggio 2010
Trent'anni senza Ian
18 maggio 1980. Sono passati trent'anni.
Trenta lunghi anni ci separano dal giorno in cui il celebre cantante dei Joy Division, Ian Curtis decise che la sua vita era stata vissuta e che era ora di abbandonarla.
Io non c'ero quel giorno, non ero neanche un pensiero nella mente dei miei genitori, ma oggi, a distanza di trenta anni voglio ricordare questo giorno così triste. Triste perchè il mondo ha perso uno dei più grandi "poeti" che siano mai esistiti al mondo ( senza nulla da togliere ad altri grandissimi poeti).
Le canzoni di Ian Curtis erano poesia, erano parole di vita vissuta, pezzi di sentimenti che ognuno di voi ha vissuto almeno una volta nella vita.
Erano vita reale, erano lo specchio della mia vita ancora prima che io nascessi.
L'amore che prima o poi la routine trasforma in una camera fredda in Love Will Tear Us Apart, il tragico destino dell'uomo costretto sempre e comunque a camminare da solo di Atmosphere descrivono con poche parole la realtà umana, meglio di tanti trattati di psicologia.
Per questo sono qui a ricordare il giorno in cui abbiamo perso questo grande artista e ad invitare, chi non l'avesse ancora fatto, ad ascoltare e "leggere" i pochissimi brani che i Joy Division ci hanno lasciato.
Io stessa li ho scoperti quasi per caso e tardi ,troppo tardi, ma meglio tardi che mai.
Vi lascio con una delle canzoni più belle e tristi degli ultimi anni.
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